Veneto

giovedì 28 gennaio 2010

Sul PTRC Veneto


Pubblichiamo le conclusioni di Oscar Mancini, Responsabile Dip. Ambiente e Territorio Cgil Veneto e aderente a Sinistra Ecologia Libertà, sul nuovo Piano Territoriale Regionale di Coordinamento


La relazione al Piano propone giustamente un "terzo Veneto" capace di archiviare la crescita quantitativa, orientato alla ricerca della qualità e alla tutela dei valori territoriali compromessi o messi a rischio dall'attuale modello di sviluppo. La grave crisi economica in atto, da un lato, e quella ecologica, dall'altro, richiedono una riconversione ecologica del sistema produttivo, capace di sostenere un'occupazione qualificata partecipando alla divisione internazionale del lavoro con produzioni a maggior valore aggiunto. Il Veneto ancora nel 2006 aveva una quota del 12,3% del valore delle esportazioni nazionali, secondo solo alla Lombardia. Ma la quota di merci esportate ad alto contenuto tecnologico scende a poco più dell'8%. Per non parlare della spesa in Ricerca e Sviluppo che vede il Veneto precipitare al misero 0,6% del PIL(sotto l' 1,1% dell'Italia), contro l'obiettivo del 3% previsto per il 2010 da Lisbona.

E invece quello che sembra prospettare la Giunta Galan con il combinato disposto Piano edilizio ("piano casa") e PTRC è uno sviluppo trainato dalla rendita della speculazione immobiliare. Centinaia di pagine di studi, analisi, descrizioni, perorazioni ed anche talvolta apprezzabili dichiarazioni d'intenti sono vanificate dalla vaghezza e dalla inconsistenza delle norme. C'è però una norma decisamente prescrittiva: quella che consente alla Regione di avocare a se' le aree di maggior valore espropriando i comuni delle loro competenze.

Può essere questo un terreno su cui costruire un'alleanza con il sistema delle autonomie locali per contrastare dal basso questo piano sciagurato. Qualche esperienza ci dice che è possibile. Il nostro intento è quello di riorganizzare il territorio sulla base di un progetto capace d'integrare gli aspetti funzionali con quelli paesaggistici, culturali e ambientali. Sappiamo invece che l'obiettivo è un altro: togliere qualsiasi ostacolo alla realizzazione dei grandi progetti di valorizzazione immobiliare dalle denominazioni accattivanti ma assolutamente devastanti per il territorio come hanno messo in evidenza le tante associazioni e comitati nati per contrastarli.

La speranza è affidata alla crescita della coscienza civile delle popolazioni e alla capacità delle istituzioni più vicine ai cittadini d'interpretarla. E' una speranza che poggia sulle tante mobilitazioni che nascono nei territori, anche nel Veneto.

Il recente servizio di "Report" ci ha mostrato qualche esempio. Qui c'è un nuovo campo d'azione anche per la CGIL. Come ha detto Epifani concludendo l'assemblea delle Camere del Lavoro il tema della tutela del territorio è parte integrante della nostra strategia. Anche per questa via passa il nostro obiettivo di riqualificare la contrattazione confederale territoriale.


Oscar Mancini (Responsabile Dip. Ambiente e Territorio Cgil Veneto)

Nessun commento:

Posta un commento